IL MIO NOSTRO FUTURO

Full immersion nei boschi dell’Alto Mugello espressione e consolidamento delle potenzialità personali e di gruppo

Lo stage, che si rivolge a giovani in formazione, intende riproporre la pratica antropologica dei percorsi iniziatici finalizzati a supportare e successivamente a consolidare i passaggi di status; in particolare, il percorso qui presentato si propone di facilitare nei ragazzi la transizione dalla condizione di limitata responsabilità personale e sociale in cui si trovano attualmente allo status di giovane adulto chiamato alla dignità-responsabilità del realizzare il proprio divenire  e alla dignità-responsabilità del  contribuire al “fare mondo”. Un ricollocamento culturale che, partendo dal contesto della realtà di gruppo, consenta ai ragazzi di elaborare un concetto di socialità non più centrato sul tema del “ricevere”, ma su un’attitudine volta al “dare” e al “darsi”. Un dare e un darsi che li aiutino nell’elaborazione di un senso di sé, in rapporto all’ambiente e agli altri, da perseguire lungo la via di idealità sociali e di impegno personale. 

Per il raggiungimento di tale obiettivo, il percorso si sviluppa attraverso la full immersion in un contesto di vita essenziale lontano dalle abitudini quotidiane, nella suggestione evocativa di un villaggio in legno e pietra che sorge nel fitto dei boschi dell’Appennino Tosco-Romagnolo. Uno scenario questo, che consente un ravvicinamento agli elementi primari della vita: giorno e notte, caldo e freddo, fatica e riposo, fame, sete e loro soddisfazione. Un ambiente che, nel ricreare il giusto equilibrio fra la vita in gruppo e lo spazio individuale del manifestare preferenze e particolarità personali, attiva la voglia del mettere a punto i modi di essere e  le competenze che la nuova condizione di giovane adulto richiede. 

L’immersione nella natura e il confronto con un misurato rapporto con le risorse consentono ai ragazzi di vivere un’esperienza fondata sul concetto di valore (valore del cibo, valore degli oggetti, valore del lavoro) attraverso la quale sperimentare in prima persona l’importanza dell’andare verso l’altro e del fare sinergico. Così come una conoscenza dell’ambiente naturale e delle sue leggi fondata sul “vissuto” permette di sviluppare una riflessione sulla profondità storica del rapporto uomo-natura al fine di accrescere nei ragazzi il senso di misura nell’occupare il bene comune del mondo e della vita.

Le attività proposte non sono strutturate su una successione di esercizi di abilità o tecniche da apprendere, ma si realizzano su percorsi integrati tra di loro, che per loro natura sono a tutti gli effetti delle “imprese” volte a coinvolgere i partecipanti sia al livello individuale che di gruppo e sottogruppo. Nel contesto del fare e del fare insieme agli altri, le tematiche individuali e le dinamiche relazionali trovano un ambiente ricco ed articolato nel quale manifestarsi. Ogni ragazzo ha così la possibilità di sperimentarsi nell’espressione della propria globalità psicofisica, per poi, negli incontri che seguono ad ogni attività, esteriorizzare i vissuti e confrontarsi sui risultati, tanto delle azioni compiute, che delle relazioni attuate. Una pratica di riflessione questa, che consente di approfondire quanto è accaduto, al fine di distillare significati e linee guida da immettere nel circuito dell’incessante colloquio che ogni vivente  intrattiene con la realtà.

L’esperienza di stage e la sua elaborazione consentirà inoltre un approfondimento delle problematiche psicologiche legate alla operatività collaborativa, alla strutturazione dei ruoli e al funzionamento dei gruppi di lavoro in genere.

Lo stage si attua sul circuito di attivazione, verifica e messa a punto delle seguenti tematiche:

 

Lo stage si attua sul circuito di attivazione, verifica e messa a punto delle seguenti tematiche:

L’IMPEGNO PERSONALE COME OCCASIONE PER INCIDERE SUL REALE 

— Il riconoscimento delle caratteristiche personali come base dello sviluppo individuale 

— La valorizzazione del sé come presupposto dell’integrazione nel gruppo 

— Il “ben fare” come pratica quotidiana di appropriazione di senso e di radicamento esistenziale

— L’assunzione di responsabilità nel quotidiano e nell’esercizio delle proprie funzioni

FARE INSIEME: l’IO E l’ALTRO DA ME

— Il rapporto con l’altro tra alterità ed identificazione

— Dal cum petere del dirigersi verso lo stesso oggetto per conquistarne l’esclusività a scapito dell’altro, 

— Al fare sinergico della convergenza delle forze volto alla moltiplicazione virtuosa del potenziale

— Dalla concettualizzazione dell’altro come limite all’affermazione ed espressione personale,

— All’emulazione come capacità di riconoscere e trarre ispirazione da manifestazioni di eccellenza raggiunta

 — Il gruppo: soggetto collettivo nel quale ogni singolo, come parte costituente, è influenzato ed 

    influenzante circolarmente

— Rafforzamento reciproco, senso di appartenenza, di missione e di servizio

PERCORSI

Il contatto con le origini. Muoversi in aree non conosciute
Vivere in diretto contatto con gli elementi naturali, senza la mediazione dei confort abituali, sarà per i ragazzi l’occasione per confrontarsi con condizioni di vita e ritmi altri rispetto al quotidiano, al fine di rivitalizzare la capacità di adattamento creativo.
Il problema da risolvere. Progettazione e manualità
Le attività proposte, come ad esempio i sistemi di accensione del fuoco e di cottura dei cibi, costituiranno per i ragazzi il banco di prova in cui cimentarsi nella risoluzione dei problemi, nell’uso adattivo-traspositivo delle risorse presenti e nella coniugazione di progettazione e manualità.
Il vuoto sotto di sé. Equilibrio e controllo emotivo
Le discese con dissipatore e i passaggi su corde orizzontali consentiranno ai partecipanti, grazie all’elaborazione della realtà emozionale personale, di sviluppare la conoscenza di sé e percepire il segnale circostanziale del proprio limite, superandone l’anticipazione o la negazione.
Il buio intorno. La ricerca dei riferimenti
I trasferimenti notturni, effettuati senza l’ausilio di fonti luminose, e la realizzazione di un bivacco costruito a partire da ripari di emergenza permetteranno ai ragazzi di accrescere la capacità di azione in contesti caratterizzati da carenza di informazione e di consolidare la tranquillità personale di base.
Fare squadra. Accordo e disaccordo nel gruppo 

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