DICONO DI NOI – Ragazzi 

 

“…Con immenso piacere ho "scovato" il sito del Green Energy Camp ed ho pensato di scrivere per testimoniare la mia esperienza straordinaria!

Nell'estate del 1995 (o 1996 poiché la memoria non mi aiuta) ho partecipato ad un campo estivo, promosso dal Cral Arca Enel. E' stata la vacanza più importante della mia vita, l'attività educativa, psicologica, formativa, talvolta ludica, che più mi è rimasta nel cuore. Ricordo come fosse ieri dei bagni nella diga, degli allestimenti dei bivacchi, delle attività con le corde... del cucinare senza pentole né altro, dell'accendere il fuoco, del reperire legna... Vorrei poter ripetere quell'esperienza adesso per rivivere quelle stesse emozioni!

Sono passati 12 o 13 anni, ora sto per laurearmi in Psicologia, e quell'esperienza mi è servita a crescere, a capire, a controllare le emozioni...

Grazie davvero per l'opportunità che offrite! E' un'esperienza da non perdere. Con tanto affetto…”

Marina Novello

Napoli

 

 

 

“… Ricordo bene le escursioni che si facevano sia durante il giorno che durante la notte. Sopratutto quella dell'ultimo giorno che siamo andati a dormire nel bosco riparati solo dai teli militari... ha iniziato a diluviare (temporale, fulmini, ecc...) e abbiamo cercato rifugio in una chiesetta abbandonata nelle vicinanze.

Per non parlare di quelle volte che facevamo la carne sulle pietre prese dai ruscelli e scaldate nelle braci, oppure quando si faceva il ciapati (farina, acqua, sale) spalmato con la Nutella sempre nelle braci.

Le sere passate a cantare con la chitarra attorno al fuoco... da quella volta sono diventato un appassionate di De Andrè... Luigi suonava sempre “La guerra di Piero”…

Sono momenti, anche a distanza di anni, che ricordo molto bene... Per anni ho tenuto dei contatti con una ragazza di Bologna conosciuta al campo, prima con lettere e poi con email…

Quest'estate se passo in Toscana vengo a trovarvi!...”

Maurizio Gamberoni

 

 

 

“… Sono un insegnante di una classe III° di scuola primaria che ha soggiornato al Green Energy Camp in gita scolastica. Ciò che soprattutto ho apprezzato è stata la capacità degli istruttori del villaggio di instaurare con i ragazzi una relazione intensa ed ambiziosa dal punto di vista educativo.

Fin dall'inizio, senza farlo tanto apparire, gli istruttori hanno saputo coinvolgere gli alunni in una dimensione connotata dal rispetto reciproco: nel villaggio non si doveva correre ed era una buona cosa che chi parlasse lo potesse fare con calma, e chi ascoltava lo facesse con attenzione e rispetto. Con questo spirito sono iniziate le operazioni connesse all'insediamento nella struttura: presentarsi, disfare i bagagli, sistemare la propria roba negli armadietti personali, conoscenza delle regole che governavano l'utilizzo dei vari ambienti: bagni, dormitori, mensa, vialetti e spazi del villaggio.

Le attività sono state presentate e condotte in modo che potessero essere realizzate in ogni loro aspetto. La sera i ragazzi si sono lavati (anche se a pezzi) e cambiati per la cena, poi hanno apparecchiato. Hanno vissuto intensamente ma senza eccitazione i momenti di svago del dopo cena, l'uscita notturna nei dintorni del villaggio e infine la preparazione per la notte e lo scivolare nel sonno accompagnati dalla storia raccontata da uno degli istruttori. Il giorno successivo i ragazzi hanno continuato a sentirsi rispettati e contenuti in un contesto stimolante e suggestivo.

Come mai, mi sono chiesto, cosi tanta qualità ?

Per esempio nel corso del primo pomeriggio mi ero sorpreso a chiedermi chi avesse indicato ad un istruttore i nomi di alcuni bimbi tra i più fragili del gruppo che più degli altri avevano bisogno di essere rassicurati, sostenuti e contenuti. Nessuno glieli aveva indicati, li aveva individuati da solo.

Credo che nell'economia generale del progetto svolga una parte non secondaria la scelta per cui gli istruttori del campo si occupano di gestire con continuità tutti i momenti del soggiorno, compresa la sera e la notte: questa scelta, sostenibile solo si instaura un rapporto intenso col gruppo, obbliga gli istruttori ad esprimere a pieno le loro indubbie qualità di educatori…”

Prof. Maurizio Chiurazzi

Gita Scolastica Scuola Elementare

Pestalozzi - FI

 Aprile 2007